Durante i mesi più freddi, molti appassionati di orticoltura si trovano a fronteggiare la sfida di proteggere le piante dal gelo e mantenere viva la produzione. Chi vive in aree urbane o in zone con inverni rigidi sa bene quanto bastino pochi giorni di temperature basse per compromettere germogli e giovani piantine. In questāottica, il tunnel serra per lāorto emerge come uno strumento efficace e pratico, capace di estendere la stagione di coltivazione oltre i limiti tradizionali. Questa struttura, semplice nella sua realizzazione, offre protezione contro gli agenti atmosferici e consente di anticipare le semine, favorendo raccolti più abbondanti e tempestivi.
Non ĆØ necessario essere esperti per allestire un tunnel serra: molte persone optano per il fai da te, spesso con lāaiuto di una seconda persona, dato che montare la struttura richiede attenzione per garantire la giusta tensione del telo. La scelta del materiale di copertura ĆØ determinante: serve un telo che garantisca isolamento termico, resistenza allāusura e capacitĆ di lasciar passare la luce senza opacizzarsi rapidamente. Allo stesso tempo, ventilare correttamente lāinterno ĆØ essenziale per evitare la formazione di condensa e prevenire temperature troppo elevate, condizioni che mettono a rischio gli ortaggi più delicati.
Nellāuniverso degli orti domestici e urbani, il tunnel serra si sta affermando come una soluzione versatile e accessibile. Chi coltiva in piccoli giardini o cortili conferma la sua utilitĆ nel prolungare la stagione vegetativa senza dover ricorrere a sistemi complessi o costosi. La diffusione di queste strutture riflette un interesse crescente verso metodi pratici che consentono di migliorare la gestione delle colture con investimenti contenuti e risultati tangibili.
Le tipologie di tunnel e le loro caratteristiche
Nel mercato sono disponibili principalmente tre tipologie di tunnel per lāorto, ciascuna pensata per soddisfare esigenze diverse e con caratteristiche specifiche. Si distinguono in particolare i tunnel freddi di piccole dimensioni, quelli di maggiori dimensioni e le più recenti serrette da balcone, ideali per coltivare in spazi limitati come terrazzi o piccoli balconi.
I tunnel freddi di piccole dimensioni rappresentano una soluzione temporanea e accessibile. Spesso realizzati con metodi fai da te, sono scelti da chi vuole sperimentare senza grandi investimenti, estendendo la stagione di coltivazione di qualche mese rispetto allāorto a cielo aperto. Questi tunnel però hanno dei limiti: lāaltezza contenuta costringe a lavorare dallāesterno, esponendosi a pioggia e freddo, e richiedono un montaggio e smontaggio annuale. Inoltre, la loro durata ĆØ spesso limitata, soprattutto se il telo non viene conservato correttamente; molti trascurano lāimportanza di arrotolarlo senza pieghe e conservarlo in ambienti adeguati, causando un rapido deterioramento.
Per chi cerca una soluzione più stabile e duratura, il tunnel freddo di grandi dimensioni consente di lavorare comodamente allāinterno, quasi come in una vera serra domestica. Questa struttura offre uno spazio di coltivazione continuativo e può essere utilizzata anche come deposito o ricovero per piante sensibili durante i mesi più freddi. In Italia, soprattutto nelle regioni con climi meno rigidi, viene impiegato per coltivare primizie di pomodori e peperoni dalla tarda primavera fino allāautunno, e in inverno ospita cavoli, spinaci e altri ortaggi resistenti, con risultati evidenti rispetto alla coltivazione allāaperto. Organizzare lo spazio interno con banchi di lavoro e scaffalature facilita lāattivitĆ quotidiana e la gestione delle attrezzature.
Le serrette da balcone si presentano come una novitĆ pensata per chi dispone di spazi estremamente contenuti. Questi modelli variano per dimensioni e costo e si adattano a chi vuole provare la coltivazione protetta senza impegnarsi a lungo termine. Tuttavia, ĆØ importante ricordare che proteggono soprattutto da pioggia e neve, ma offrono un isolamento limitato contro il freddo intenso, a meno che non siano collocate vicino a muri esposti al sole che mantengono un poā di calore. Chi vive in cittĆ e usa le serrette per piante aromatiche ne evidenzia i limiti: spesso il basilico, ad esempio, muore durante lāinverno, lasciando spazio a uno spazio vuoto usato più come deposito. Meglio orientarsi su piante resistenti come rucola, prezzemolo e valerianella, e sfruttare queste serre per semine anticipate o coltivare piselli in zone con inverni miti.

Costruire e gestire un tunnel serra: consigli pratici
La collocazione del tunnel è fondamentale: posizionarlo in una zona con buona esposizione solare e orientarlo perpendicolarmente al percorso del sole assicura che tutte le piante ricevano luce in modo uniforme. à altresì importante considerare la direzione dei venti prevalenti: evitare che la struttura si opponga a raffiche forti riduce il rischio di danni, dato che un tunnel chiuso resiste meglio alle intemperie anche se può deformarsi temporaneamente in presenza di vento forte.
Per realizzare un tunnel serra in autonomia, servono pochi materiali ma ĆØ consigliabile lavorare in coppia, soprattutto per tendere bene il telo e fissare la struttura in modo solido. I sostegni metallici ad arco, sagomati a āUā, vanno infissi nel terreno a intervalli regolari e collegati da elementi orizzontali per garantire stabilitĆ . Il telo plastico in polietilene termico antigoccia deve essere ispezionato per evitare parti taglienti e fissato con appositi fermagli per prevenire fessure o zone in cui si accumula acqua. Questo controllo ĆØ importante per evitare problemi legati a tensioni irregolari e danni dovuti al vento, problemi che spesso compromettono lāefficacia del tunnel.
La scelta del materiale del telo ĆØ determinante. I teli economici in polietilene standard si usurano rapidamente e tendono a opacizzarsi giĆ dal primo anno. Quelli in polietilene termico antigoccia, anche se più costosi, garantiscono una durata maggiore (almeno tre anni), offrono un migliore isolamento termico e riducono la condensa interna, limitando la formazione di gocce che favoriscono le malattie. Ć fondamentale controllare il telo ogni stagione e riparare immediatamente tagli o fori utilizzando nastri e pezze dello stesso materiale. Molti sottovalutano questa manutenzione, ma ĆØ un fattore che incide direttamente sulla durata e lāefficacia del tunnel. Conservare il telo arrotolato su rulli invece che piegato prolunga ulteriormente la sua vita utile, riducendo la frequenza delle sostituzioni.
Il tunnel non sostituisce una buona preparazione del terreno, che deve essere fertile e soprattutto drenante per evitare ristagni dāacqua che possono congelare durante le notti più fredde, danneggiando le radici. La ventilazione regolare, soprattutto nelle ore più calde, ĆØ probabilmente la pratica più importante: aprire le aperture laterali permette di eliminare lāumiditĆ in eccesso e di evitare temperature troppo elevate, condizioni che mantengono le piante in salute. Questa azione, spesso trascurata, fa la differenza tra un raccolto produttivo e problematiche improvvise. La ventilazione va sospesa solo in presenza di gelo intenso o pioggia diretta. Gli interventi di irrigazione devono essere contenuti e mirati, evitando di bagnare le foglie nel pomeriggio o di creare pozzanghere che possono gelare e causare danni.
Durante lāinverno, il tunnel consente di coltivare efficacemente molti ortaggi resistenti al freddo, come cavoli, spinaci, ravanelli e diverse insalate. Il prezzemolo, in particolare, risponde bene alla protezione offertagli e può rimanere produttivo fino alla primavera con le cure adatte. Anche la rucola e la valerianella si adattano bene e si seminano direttamente nel tunnel per raccogliere i prodotti rapidamente.
Seguire pochi accorgimenti nella cura e nella manutenzione permette di sfruttare al meglio le potenzialitĆ del tunnel serra, prolungando la stagione produttiva in modo efficace e sostenibile. In molte realtĆ domestiche italiane, questa soluzione si conferma uno strumento prezioso per chi desidera controllare con maggior precisione la propria produzione, ottenendo vantaggi concreti in termini di continuitĆ di raccolto e qualitĆ degli ortaggi.
