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Camminando lungo i viali che attraversano Merano, si respira qualcosa di speciale, un'atmosfera carica di tradizioni terapeutiche radicate nel passato, ma capaci ancora oggi di offrire vantaggi concreti. L'aria fresca si mescola al profumo dei vigneti, mentre una pratica poco comune – ma molto concreta – prende forma. Si tratta della cura dell’uva, che nella cultura locale porta il nome di Traubenkur, una storia iniziata nel XIX secolo, quando il territorio era meta abituale per chi cercava rimedi naturali a diversi disturbi. Non si limita a mangiare qualche acino: è un rituale che intreccia il frutto, il movimento e momenti di riposo. Insomma, un vero approccio al benessere a 360 gradi.
Negli anni, questa tradizione è cambiata e si è adattata al presente, senza perdere l’essenza dell’equilibrio e della rinascita. Dal consumo della uva Schiava alle passeggiate tra i vigneti, fino ai trattamenti con prodotti enologici, questo viaggio di cura va ben oltre il cibo. Chi decide di fermarsi a Merano qualche giorno capisce davvero il valore di questo modo di curarsi, che rispetta il ritmo del territorio e la qualità dei suoi doni naturali. Spesso sfugge a chi preferisce tappe veloci o esperienze superficiali.
I benefici unici dell’uva Schiava grossa di Merano
Al centro della Traubenkur c'è una varietà particolare di uva: la Schiava Grossa. Non tutte le uve vanno bene per questa cura. Gli acini grandi, con una buccia sottile, facilitano la digestione – anche quando se ne mangiano parecchi. È composta per quasi l’80% di acqua, un dettaglio non da poco che aiuta a mantenere idratazione e a stimolare la depurazione del corpo in modo naturale.
Ricca di vitamine, minerali e acidi organici naturali, l’uva Schiava favorisce il drenaggio e stimola la funzione diuretica, elementi preziosi per eliminare le tossine accumulate. Chi vive in città, sottoposto a stress e all’inquinamento tipico degli ambienti urbani, potrebbe trovare qui un rimedio efficace per problemi digestivi e circolatori. Ci sono poi gli antiossidanti, in quantità, che contrastano l’invecchiamento naturale della pelle, mantenendo elasticità e luminosità.

Lo zucchero naturale contenuto fornisce energia rapida. Ecco perché è l’ideale per chi compie attività fisiche programmate, come le camminate lunghe che fanno parte della terapia. Curioso come la composizione di questo frutto favorisca un effetto olistico, che coinvolge corpo e mente insieme. L’equilibrio che ne scaturisce supera una semplice cura tradizionale, e si apprezza davvero da chi segue questa pratica con costanza, abbinandola a uno stile di vita che riconosce il valore delle risorse locali.
La cura dell’uva oggi: il connubio tra tradizione e spa
Negli ultimi anni, la Traubenkur si è arricchita con innovazioni nel campo del benessere, pur mantenendo un legame solido con le origini. Non si tratta più solo di consumare uva, ma anche di trattamenti specifici nelle spa, che esaltano le qualità del vino e dei suoi componenti. Tra le proposte più amate, ci sono i bagni in vasca con una miscela di vino e acqua, dove i polifenoli dell’uva lavorano per nutrire la pelle a fondo.
Non mancano gli scrub con vinaccioli, che esfoliano con delicatezza e stimolano la microcircolazione, inoltre i massaggi con oli estratti direttamente dai semi dell’acino. Non è solo una questione estetica: questi trattamenti lavorano sul sistema circolatorio, alleviando le tensioni e lo stress accumulato. Il motivo per cui la cura richiede tempi più lunghi? Dare agli effetti la possibilità di penetrare davvero, senza fretta.
Hotel e centri benessere a Merano propongono soggiorni dedicati, permettendo un’immersione totale nell’esperienza terapeutica. Per chi vive in città, spesso con ritmi frenetici, è difficile godersi pause così profonde e strutturate. La Traubenkur resta un esempio concreto di come una pratica storica possa mantenersi attuale, equilibrando perfettamente tradizione e bisogni contemporanei.
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