Nuove agevolazioni per le assunzioni di giovani under 30: cosa cambia dal 2026 per il lavoro giovanile

Nuove agevolazioni per le assunzioni di giovani under 30: cosa cambia dal 2026 per il lavoro giovanile

Matteo Casini

Dicembre 19, 2025

Il mercato del lavoro italiano naviga da tempo in acque agitate quando si parla di occupazione giovanile. Di recente, sono nate diverse iniziative politiche volte a smuovere le cose, cambiando le regole fiscali per rendere – finalmente – più semplice e vantaggioso per le aziende prendere a bordo giovani sotto i 30 anni. Il nodo? I costi legati a contributi e tasse, che spesso – diciamolo – scoraggiano le assunzioni stabili. Fra le idee più discusse spiccano incentivi fiscali ed economici studiati apposta per sostenere le imprese in un momento tutt’altro che facile. Contemporaneamente, si punta anche a far tornare i giovani professionisti dall’estero, un fenomeno che ha una certa influenza sul ritmo del mercato nazionale.

Le nuove misure fiscali per chi assume giovani under 30

C’è chi propone una flat tax sostitutiva del 5% per chi si trova alla prima assunzione a tempo indeterminato. La novità starebbe nel fatto che questa aliquota prenderebbe il posto di IRPEF e addizionali locali per quattro anni, con un vantaggio concreto sulla retribuzione netta per chi inizia un percorso lavorativo stabile. Ma non finisce qui: si pensa anche di estendere questo regime fino ai 36 anni per chi torna a casa dopo aver lavorato all’estero, dando valore a quel bagaglio di competenze che – tra parentesi – fa sempre comodo.

Nuove agevolazioni per le assunzioni di giovani under 30: cosa cambia dal 2026 per il lavoro giovanile
Spese e agevolazioni per le assunzioni al centro delle nuove politiche per i giovani: un tema cruciale per aziende e lavoratori. – aziendaagricolamelisbarisardo.it

Nello stesso scenario, si fa strada l’idea di potenziare il Superbonus lavoro 2025, aumentando fino al 40% l’incentivo per chi assume giovani sotto i 30. Tradotto: la deduzione fiscale passerebbe dal 120% a circa il 160%-170% del costo reale del lavoro. Un bel respiro per le aziende che, soprattutto in certe regioni con disoccupazione giovanile più alta, percepiscono queste assunzioni come un azzardo economico. Dove? Dalle parti del Sud – per esempio – un aiuto del genere può fare la differenza, tutto qui.

Il ruolo della decontribuzione e tempi di applicazione

Nel pacchetto di misure al vaglio spicca anche la decontribuzione triennale, un taglio dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro per chi assume under 30. Un sollievo non da poco, specie per le piccole e medie imprese che spesso arrancano a coprire i costi di nuove assunzioni. Tre anni di respiro, quindi, per smussare l’impatto finanziario.

L’entrata in vigore? Dovrebbe essere il 1° gennaio 2026 – sempre che la Legge di Bilancio dia l’ok entro la fine del 2025. La deadline conta parecchio: serve chiarezza per far sì che aziende e lavoratori possano organizzarsi senza sorprese. E qui, il tempo è un dettaglio che non vale la pena sottovalutare.

Queste misure vanno a colpire soprattutto quelle imprese italiane che guardano avanti, puntando su ricambio generazionale e stabilità. Nei centri urbani come nelle periferie, dove il turnover è più sensibile, un incentivo fiscale così mirato può portare a un cambiamento reale nel tessuto lavorativo e, lo dico subito, in meglio per i giovani.

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